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CALTANISSETTA
 
Antiquarium Iconografico di Sabucina
Caltanissetta
loc. Sabucina
Tel. 0934 566 982
Apertura tutti i giorni dalle ore 9 alle  18.00
La domenica apertura solo la mattina fino alle ore 13.00 - Ingresso £. 4.000, minori ed over 60 anni gratis, dai 18 ai 25 anni £. 2.000, insegnanti £. 2.000
Museo Archeologico
Caltanissetta
via N. Colajanni, 3 Tel. 093 425 936
Apertura 9.00-13.00 - 15.30-19.00 Compreso festivi
Ingresso £. 4.000, minori ed over 60 gratis, dai 18 ai 25 anni £. 2.000 Insegnanti £. 2.000 - I gruppi devono prenotare. Chiusura: ultimo lunedì del mese.
Museo d'Arte Sacra
Caltanissetta
viale Regina Margherita, 29 Tel. 093 423 014 (Museo) 
093 421 165 (Seminario)
Museo del Folclore e delle Tradizioni Popolari
Caltanissetta 
Chiesa di S. Pio X
, via N. Colajanni 
Tel. 0934 530 411 - 0934 530 403 (APT)
Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara
Caltanissetta 
Istituto Tec. Industriale
, viale della Regione, 71 Tel. 0934 591 280
Museo Merceologico
v.le della Regione, 73
Caltanissetta
 
 Tel. 0934591280
Apertura 9.00 - 13.00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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A spasso tra Chiese e Palazzi, nella città che una volta era la capitale mondiale dello Zolfo
Il nucleo vitale di Caltanissetta è la suggestiva Piazza Garibaldi, punto di intersezione delle due vie più importanti della città: Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II. La Piazza, delimitata dalla Cattedrale e dalla Chiesa di San Sebastiano, presenta al centro la Fontana Tripisciano (o del Cavallo Marino), gruppo bronzeo della fine dell'Ottocento. Percorrendo Corso Umberto I si giunge alla Chiesa di Sant'Agata (annessa al Convento dei Gesuiti), interessante per gli splendidi intarsi di marmi policromi sulle colonne e sugli altari laterali.
Procedendo sul prolungamento di Corso Umberto I, si giunge in viale Regina Margherita, dove ci si imbatte nel palazzo della Provincia, nel Seminario Vescovile (che presenta l'interessante museo diocesano) e nella Villa Amedeo, il giardino pubblico della città con numerosi busti di uomini illustri.
Prima di lasciare il centro della città non si può fare a meno di soffermarsi ad ammirare il seicentesco Palazzo Moncada, rimasto incompiuto e famoso per i suoi mensoloni di pietra zooantropomorfi.
Il nucleo vitale di Caltanissetta è la suggestiva Piazza Garibaldi, punto di intersezione delle due vie più importanti della città: Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele II. La Piazza, delimitata dalla Cattedrale e dalla Chiesa di San Sebastiano, presenta al centro la Fontana Tripisciano (o del Cavallo Marino), gruppo bronzeo della fine dell'Ottocento. Percorrendo Corso Umberto I si giunge alla Chiesa di Sant'Agata (annessa al Convento dei Gesuiti), interessante per gli splendidi intarsi di marmi policromi sulle colonne e sugli altari laterali. Procedendo sul prolungamento di Corso Umberto I, si giunge in viale Regina Margherita, dove ci si imbatte nel palazzo della Provincia, nel Seminario Vescovile (che presenta l'interessante museo diocesano) e nella Villa Amedeo, il giardino pubblico della città con numerosi busti di uomini illustri.
Prima di lasciare il centro della città non si può fare a meno di soffermarsi ad ammirare il seicentesco Palazzo Moncada, rimasto incompiuto e famoso per i suoi mensoloni di pietra zooantropomorfi.

Colline d'argilla, borghi e antiche Masserie
Una breve escursione fuori città permette di imbattersi in un paesaggio estremamente variegato: dai campi dorati alle rupi rocciose che emergono dal terreno argilloso come veri e propri isolotti; dalle nude colline argillose arse dal sole alla fresca vallata ciottolosa dell'Imera Meridionale, cosparsa di arbusti e di canneti. Molto suggestive sono le bianche colline marnose arrotondate, qua e là punteggiate dalle masserie e dalle piccole abitazioni rurali. In alcune di esse, nel cuore dell'inverno e all'alba si fa ancora la ricotta con gli stessi metodi di una volta.
In primavera poi il paesaggio si colora e dal giallo-bruno scarno dell'estate e dell'inverno si passa al verde dei campi dove il frumento non è ancora maturo, e al rosa candido dei mandorleti che verso febbraio sono già in fiore. E quando ritorna l'estate, le colline ridiventano d'oro e gli ulivi si caricano di frutti preziosi. Ai piedi delle rocce calcaree si ammassano piante di fichi d'India e di agave. Lungo i sentieri e le vecchie strade sterrate (trazzere), si incontrano vecchie abitazioni e piccole chiesette ormai chiuse al culto, all'interno delle quali si conservano ancora preziosi capolavori.

Castello di Pietrarossa
La Provincia Regionale di Caltanissetta viene anche chiamata "Provincia dei Castelli" per l'alto numero di antichi manieri che sorgono all'interno del suo perimetro geografico. A Caltanissetta, in particolare, è possibile visitare ciò che resta di un antico castello, quello di Pietrarossa, di data incerta ma certamente già esistente nel 1087.
Il Castello di Pietrarossa in origine era costituito da tre torri e si sviluppava su altrettante rupi che si univano alla base a formare un unico ammasso calcareo. Nel 1378 fu la sede di un importante vertice politico dell'epoca: vi si riunirono infatti i Baroni di Sicilia che in quella occasione elessero quattro Vicàri che avrebbero amministrato l'Isola.
Il Castello crollò la notte del 27 febbraio 1567, in seguito ad una forte scossa di terremoto.


Villa Barrile
Veduta del torrione del muro di cinta di Villa Barrile (XIX secolo).
La storia di Caltanissetta è fatta anche di nobiltà e di fasto, e la Villa Barrile ne costituisce certamente una testimonianza. La Villa viene comunemente chiamata "il Castelletto" proprio per il suggestivo torrione merlato del suo muro di cinta, costruito verso la fine dell'Ottocento e oggi più di una volta scelto a rappresentare l'immagine più caratteristica in numerose monografie della città nissena, come un vero e proprio simbolo distintivo.

Portale di Santa Maria degli Angeli
Il portale della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in pietra arenaria, è costituito da un archivolta a sesto acuto strombato a tre piani e decorato con fasce e linee spezzate, di stile normanno.
La Chiesa fu costruita nel XIII secolo; tra il 1225 e il 1239 venne consacrata a S. Maria la Vetere (o degli Angeli) divenendo Matrice della città. In epoche passate rappresentava la Cappella Palatina del Castello di Pietrarossa. Chiusa al culto nel 1873, conobbe un periodo di decadenza e di abbandono.


Lago Sfondato
Posto in località Mimiani, alle pendici del Monte Pertichino, il lago Sfondato ha presentato da sempre un fascino misterioso per le leggende che su di esso la popolazione, fin dai tempi più antichi, ha costruito. Tra le più note, quella secondo la quale il lago è senza fondo ed è collegato al mare attraverso un lungo canale sotterraneo. C'è poi chi dice di avervi visto emergere creature misteriose e fantastiche.
Recentemente il lago ha suscitato l'interesse dei geomorfologi, i quali lo hanno studiato ricorrendo anche a prospezioni geofisiche. Lo Sfondato costituisce un bellissimo esempio di lago carsico, piccolo ma molto profondo, alimentato da una falda di acqua che, in profondità, discioglie rocce saline. Il Lago, contenente acque salmastre, si formò all'inizio del secolo in seguito al crollo repentino degli strati di rocce gessose che sovrastavano un complesso salino progressivamente disciolto dalle acque percolanti.

Abbazia di Santo Spirito
L'Abbazia di Santo Spirito è la più antica chiesa del Nisseno. Consacrata il 2 giugno 1151, venne fondata assai prima dal Conte normanno Ruggero e da sua moglie Adelasia. È una chiesa romanica in stile paleocristiano, con tre piccole absidi e una torre campanaria. Nella lunetta del portale si trova una copia dell'affresco raffigurante il Cristo Benedicente (l'originale, del secolo XV, è conservato all'interno). Internamente si conservano una vasca romanica per il battesimo ad immersione ed un Crocifisso su tavola del secolo XVII. Sono presenti inoltre dipinti di notevole valore artistico, una portantina cinquecentesca, un'urna romana ed antichi testi

Chiesa di San Sebastiano
La Chiesa di San Sebastiano sorge nella bellissima piazza Garibaldi, accanto alla Cattedrale. Eretta, secondo la tradizione, nel '500 come omaggio della popolazione a San Sebastiano per la liberazione della città dal flagello della peste bubbonica, la Chiesa subì nel corso dei secoli diversi ridimensionamenti e restauri, tanto all'interno quanto all'esterno. La nuova facciata, ricca di elementi architettonici ed estremamente eterogenea dal punto di vista stilistico, risale alla prima metà dell'Ottocento e venne realizzata su disegno dell'architetto Pasquale Saetta. Recentemente è stata restaurata. Nell'immagine, in primo piano, il cavallo marino della Fontana del Tritone, posta al centro della piazza.

La Cattedrale
La Cattedrale di Caltanissetta, edificio di culto più importante della città, fu costruita tra il 1570 e il 1622. Di stile neoclassico, ha una pianta a croce latina e presenta tre navate separate da due ordini di colonne. Le navate laterali sono arricchite da nicchie o altari incassati, con statue della Vergine, di Gesù risorto e di diversi Santi. Splendidi sono gli stucchi e gli affreschi di Guglielmo Borremans (1720), che decorano le colonne, gli altari e la volta. Di notevole interesse sono anche l'organo barocco, dipinto in oro zecchino (1601), e la statua di San Michele Arcangelo (patrono della città) del XVII secolo, opera dello scultore Stefano Li Volsi.
Nell'immagine è visibile la facciata principale dell'edificio, restaurata recentemente.


Ponte Capodarso
Il Ponte Capodarso deve il suo nome dall'omonimo Monte situato a nord-est di Caltanissetta.
Il ponte, inizialmente ad un solo arco, venne eretto nel 1553 su progetto di due maestri veneziani e attraversa un tratto del fiume Imera Meridionale. Considerato da sempre come una straordinaria opera di ingegneria, in passato veniva considerato come "meraviglia". Nel 1863 vi furono aggiunte le arcate laterali, destinate al sottopassaggio delle vie sommergibili che esistevano lungo le sponde del fiume. L'arco centrale è stato rifatto nel dopoguerra.

Chiesa di S. Agata e Collegio dei Gesuiti
La Chiesa di S. Agata (iniziata nel 1605) presenta un interno a croce greca ricco di tarsie marmoree, con un palioti finemente decorati ad intarsio di marmi policromi nei vari altari. Ad essa è annesso il Collegio dei Gesuiti, costruito tra il 1589 e il 1600 per volere dei Moncada. Il Collegio presenta all'interno un ampio cortile porticato, opera di Natale Masucci (1605). L'edificio è in stile barocco, con lesene, portali e nicchie in pietra arenaria. Una delle sue caratteristiche più appariscenti è la grande eterogeneità dei materiali utilizzati per la sua costruzione: legno, ferro, pietra e gesso, che a volte sembrano fusi e confusi tra loro, ma che in realtà convivono in armonia, ciascuno con una sua dignità ed un suo preciso spazio.

Fontana di San Francesco
L'esagonale fontana-abbeveratoio di San Francesco, la cui costruzione risale al 1666 (come ricorda l'iscrizione incisa in una lapide di marmo affissa nel pilastro rimasto), era originariamente conclusa da una stele triangolare contenente un'aquila marmorea.


Masseria Turofili
La Masseria Turofili si trova nell'omonimo feudo appartenuto alla famiglia Barrile dei Marsi sin dal XV secolo. È organizzata attorno ad una corte, con ingresso principale sormontato da uno stemma gentilizio. Nell'immagine, in posizione più elevata, si intravvede la chiesa di Santa Germana.

Azienda Provinciale Turismo di Caltanissetta

 
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