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A spasso tra Chiese e
Palazzi, nella città che una volta era la capitale
mondiale dello Zolfo
Il nucleo vitale di Caltanissetta è la suggestiva Piazza
Garibaldi, punto di intersezione delle due vie più
importanti della città: Corso Umberto I e Corso Vittorio
Emanuele II. La Piazza, delimitata dalla Cattedrale e
dalla Chiesa di San Sebastiano, presenta al centro la
Fontana Tripisciano (o del Cavallo Marino), gruppo bronzeo
della fine dell'Ottocento. Percorrendo Corso Umberto I si
giunge alla Chiesa di Sant'Agata (annessa al Convento dei
Gesuiti), interessante per gli splendidi intarsi di marmi
policromi sulle colonne e sugli altari laterali.
Procedendo sul prolungamento di Corso Umberto I, si giunge
in viale Regina Margherita, dove ci si imbatte nel palazzo
della Provincia, nel Seminario Vescovile (che presenta
l'interessante museo diocesano) e nella Villa Amedeo, il
giardino pubblico della città con numerosi busti di uomini
illustri.
Prima di lasciare il centro della città non si può fare a
meno di soffermarsi ad ammirare il seicentesco Palazzo
Moncada, rimasto incompiuto e famoso per i suoi mensoloni
di pietra zooantropomorfi.
Il nucleo vitale di Caltanissetta è la suggestiva Piazza
Garibaldi, punto di intersezione delle due vie più
importanti della città: Corso Umberto I e Corso Vittorio
Emanuele II. La Piazza, delimitata dalla Cattedrale e
dalla Chiesa di San Sebastiano, presenta al centro la
Fontana Tripisciano (o del Cavallo Marino), gruppo bronzeo
della fine dell'Ottocento. Percorrendo Corso Umberto I si
giunge alla Chiesa di Sant'Agata (annessa al Convento dei
Gesuiti), interessante per gli splendidi intarsi di marmi
policromi sulle colonne e sugli altari laterali.
Procedendo sul prolungamento di Corso Umberto I, si giunge
in viale Regina Margherita, dove ci si imbatte nel palazzo
della Provincia, nel Seminario Vescovile (che presenta
l'interessante museo diocesano) e nella Villa Amedeo, il
giardino pubblico della città con numerosi busti di uomini
illustri.
Prima di lasciare il centro della città non si può fare a
meno di soffermarsi ad ammirare il seicentesco Palazzo
Moncada, rimasto incompiuto e famoso per i suoi mensoloni
di pietra zooantropomorfi.
Colline d'argilla, borghi e antiche Masserie
Una breve escursione fuori città permette di imbattersi in
un paesaggio estremamente variegato: dai campi dorati alle
rupi rocciose che emergono dal terreno argilloso come veri
e propri isolotti; dalle nude colline argillose arse dal
sole alla fresca vallata ciottolosa dell'Imera
Meridionale, cosparsa di arbusti e di canneti. Molto
suggestive sono le bianche colline marnose arrotondate,
qua e là punteggiate dalle masserie e dalle piccole
abitazioni rurali. In alcune di esse, nel cuore
dell'inverno e all'alba si fa ancora la ricotta con gli
stessi metodi di una volta.
In primavera poi il paesaggio si colora e dal giallo-bruno
scarno dell'estate e dell'inverno si passa al verde dei
campi dove il frumento non è ancora maturo, e al rosa
candido dei mandorleti che verso febbraio sono già in
fiore. E quando ritorna l'estate, le colline ridiventano
d'oro e gli ulivi si caricano di frutti preziosi. Ai piedi
delle rocce calcaree si ammassano piante di fichi d'India
e di agave. Lungo i sentieri e le vecchie strade sterrate
(trazzere), si incontrano vecchie abitazioni e piccole
chiesette ormai chiuse al culto, all'interno delle quali
si conservano ancora preziosi capolavori.
Castello di Pietrarossa
La Provincia Regionale di Caltanissetta viene anche
chiamata "Provincia dei Castelli" per l'alto numero di
antichi manieri che sorgono all'interno del suo perimetro
geografico. A Caltanissetta, in particolare, è possibile
visitare ciò che resta di un antico castello, quello di
Pietrarossa, di data incerta ma certamente già esistente
nel 1087.
Il Castello di Pietrarossa in origine era costituito da
tre torri e si sviluppava su altrettante rupi che si
univano alla base a formare un unico ammasso calcareo. Nel
1378 fu la sede di un importante vertice politico
dell'epoca: vi si riunirono infatti i Baroni di Sicilia
che in quella occasione elessero quattro Vicàri che
avrebbero amministrato l'Isola.
Il Castello crollò la notte del 27 febbraio 1567, in
seguito ad una forte scossa di terremoto.
Villa Barrile
Veduta del torrione del muro di cinta di Villa Barrile (XIX
secolo).
La storia di Caltanissetta è fatta anche di nobiltà e di
fasto, e la Villa Barrile ne costituisce certamente una
testimonianza. La Villa viene comunemente chiamata "il
Castelletto" proprio per il suggestivo torrione merlato
del suo muro di cinta, costruito verso la fine
dell'Ottocento e oggi più di una volta scelto a
rappresentare l'immagine più caratteristica in numerose
monografie della città nissena, come un vero e proprio
simbolo distintivo.
Portale di Santa Maria degli Angeli
Il portale della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, in
pietra arenaria, è costituito da un archivolta a sesto
acuto strombato a tre piani e decorato con fasce e linee
spezzate, di stile normanno.
La Chiesa fu costruita nel XIII secolo; tra il 1225 e il
1239 venne consacrata a S. Maria la Vetere (o degli
Angeli) divenendo Matrice della città. In epoche passate
rappresentava la Cappella Palatina del Castello di
Pietrarossa. Chiusa al culto nel 1873, conobbe un periodo
di decadenza e di abbandono.
Lago Sfondato
Posto in località Mimiani, alle pendici del Monte
Pertichino, il lago Sfondato ha presentato da sempre un
fascino misterioso per le leggende che su di esso la
popolazione, fin dai tempi più antichi, ha costruito. Tra
le più note, quella secondo la quale il lago è senza fondo
ed è collegato al mare attraverso un lungo canale
sotterraneo. C'è poi chi dice di avervi visto emergere
creature misteriose e fantastiche.
Recentemente il lago ha suscitato l'interesse dei
geomorfologi, i quali lo hanno studiato ricorrendo anche a
prospezioni geofisiche. Lo Sfondato costituisce un
bellissimo esempio di lago carsico, piccolo ma molto
profondo, alimentato da una falda di acqua che, in
profondità, discioglie rocce saline. Il Lago, contenente
acque salmastre, si formò all'inizio del secolo in seguito
al crollo repentino degli strati di rocce gessose che
sovrastavano un complesso salino progressivamente
disciolto dalle acque percolanti.
Abbazia di Santo Spirito
L'Abbazia di Santo Spirito è la più antica chiesa del
Nisseno. Consacrata il 2 giugno 1151, venne fondata assai
prima dal Conte normanno Ruggero e da sua moglie Adelasia.
È una chiesa romanica in stile paleocristiano, con tre
piccole absidi e una torre campanaria. Nella lunetta del
portale si trova una copia dell'affresco raffigurante il
Cristo Benedicente (l'originale, del secolo XV, è
conservato all'interno). Internamente si conservano una
vasca romanica per il battesimo ad immersione ed un
Crocifisso su tavola del secolo XVII. Sono presenti
inoltre dipinti di notevole valore artistico, una
portantina cinquecentesca, un'urna romana ed antichi testi
Chiesa di San Sebastiano
La Chiesa di San Sebastiano sorge nella bellissima piazza
Garibaldi, accanto alla Cattedrale. Eretta, secondo la
tradizione, nel '500 come omaggio della popolazione a San
Sebastiano per la liberazione della città dal flagello
della peste bubbonica, la Chiesa subì nel corso dei secoli
diversi ridimensionamenti e restauri, tanto all'interno
quanto all'esterno. La nuova facciata, ricca di elementi
architettonici ed estremamente eterogenea dal punto di
vista stilistico, risale alla prima metà dell'Ottocento e
venne realizzata su disegno dell'architetto Pasquale
Saetta. Recentemente è stata restaurata. Nell'immagine, in
primo piano, il cavallo marino della Fontana del Tritone,
posta al centro della piazza.
La Cattedrale
La Cattedrale di Caltanissetta, edificio di culto più
importante della città, fu costruita tra il 1570 e il
1622. Di stile neoclassico, ha una pianta a croce latina e
presenta tre navate separate da due ordini di colonne. Le
navate laterali sono arricchite da nicchie o altari
incassati, con statue della Vergine, di Gesù risorto e di
diversi Santi. Splendidi sono gli stucchi e gli affreschi
di Guglielmo Borremans (1720), che decorano le colonne,
gli altari e la volta. Di notevole interesse sono anche
l'organo barocco, dipinto in oro zecchino (1601), e la
statua di San Michele Arcangelo (patrono della città) del
XVII secolo, opera dello scultore Stefano Li Volsi.
Nell'immagine è visibile la facciata principale
dell'edificio, restaurata recentemente.
Ponte Capodarso
Il Ponte Capodarso deve il suo nome dall'omonimo Monte
situato a nord-est di Caltanissetta.
Il ponte, inizialmente ad un solo arco, venne eretto nel
1553 su progetto di due maestri veneziani e attraversa un
tratto del fiume Imera Meridionale. Considerato da sempre
come una straordinaria opera di ingegneria, in passato
veniva considerato come "meraviglia". Nel 1863 vi furono
aggiunte le arcate laterali, destinate al sottopassaggio
delle vie sommergibili che esistevano lungo le sponde del
fiume. L'arco centrale è stato rifatto nel dopoguerra.
Chiesa di S. Agata e Collegio dei Gesuiti
La Chiesa di S. Agata (iniziata nel 1605) presenta un
interno a croce greca ricco di tarsie marmoree, con un
palioti finemente decorati ad intarsio di marmi policromi
nei vari altari. Ad essa è annesso il Collegio dei
Gesuiti, costruito tra il 1589 e il 1600 per volere dei
Moncada. Il Collegio presenta all'interno un ampio cortile
porticato, opera di Natale Masucci (1605). L'edificio è in
stile barocco, con lesene, portali e nicchie in pietra
arenaria. Una delle sue caratteristiche più appariscenti è
la grande eterogeneità dei materiali utilizzati per la sua
costruzione: legno, ferro, pietra e gesso, che a volte
sembrano fusi e confusi tra loro, ma che in realtà
convivono in armonia, ciascuno con una sua dignità ed un
suo preciso spazio.
Fontana di San Francesco
L'esagonale fontana-abbeveratoio di San Francesco, la cui
costruzione risale al 1666 (come ricorda l'iscrizione
incisa in una lapide di marmo affissa nel pilastro
rimasto), era originariamente conclusa da una stele
triangolare contenente un'aquila marmorea.
Masseria Turofili
La Masseria Turofili si trova nell'omonimo feudo
appartenuto alla famiglia Barrile dei Marsi sin dal XV
secolo. È organizzata attorno ad una corte, con ingresso
principale sormontato da uno stemma gentilizio.
Nell'immagine, in posizione più elevata, si intravvede la
chiesa di Santa Germana.
Azienda Provinciale
Turismo di Caltanissetta |